Formello, località Le Rughe

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Formello – Località Le Rughe

Le Rughe è una località, in provincia di Roma, del Comune di Formello (da cui dista 1,83 chilometri), nella regione Lazio. Sorge a 150 metri sul livello del mare (da cui dista 40 km). Ospita circa 2.000 abitanti dei 13.000 accreditati al comune di Formello. Tra questi circa 100 sono stranieri di cui circa il 50 % di nazionalità europea, il 15 % americana, il 24 % asiatica e solo il 3 % africana.

Abitazioni e residenze

Questa località esprime un nucleo abitativo composto prevalentemente da ville residenziali. Sono tutte immerse nel verde e fanno parte del Parco regionale di Veio. Un parco che rappresenta  un’area verde il cui spazio forma un preciso triangolo. Una forma geometrica delimitata dalla via Flaminia ad est, la via Cassia ad ovest e la provinciale Campagnanese a nord. Questo triangolo interessa il cosiddetto Agro Veientano, dominato dalla città etrusca di Veio e caratterizzato da interessanti elementi storici, naturalistici e paesaggistici.

Questa località, Le Rughe, è molto nota ai romani per essere un’area verde dove poter abitare senza per questo trovarsi lontano dalla città Eterna. Immersa nel verde, con un clima favorevole e gradito agli appassionati della natura, questa zona attrae molti individui. Per questo negli ultimi anni l’attività edilizia, volta alla realizzazione di complessi architettonici a basso impatto ambientale, ha registrato valori di alta densità operativa.

Un po’ di storia

L’area Le Rughe è più nota per essere nelle vicinanze del Comune di Formello, del complesso residenziale Olgiata e del centro della Società Sportiva Lazio dove si allena l’omonima squadra di calcio. Formello è un comune storico popolato fin dal tempi antichi. Qui sono state attestate presenze in età preistorica, quando la zona faceva parte del territorio della città etrusca di Veio, che sorgeva nell’attuale territorio comunale. Rimangono a testimonianza della lunga dominazione etrusca numerosi manufatti, tombe e il cosiddetto alfabeto di Formello, un vaso che rappresenta un documento per la conoscenza dell’alfabeto etrusco arcaico.

Dopo la conquista romana di Veio nel 396 a. C., il territorio si andò spopolando, fino al 780, quando Papa Adriano I fondò la Domusculta Capracorum, che si contrappose all’espansione territoriale dell’abbazia di Farla, di fondazione longobarda. Il centro decadde successivamente, in seguito alle incursioni saracene del IX secolo.

Formello si sviluppò più lentamente di altri centri dalle simili origini. La causa era la sua distanza dalla via Cassia e dal fiume Cremera. La ripresa demografica avvenne quando, nel 1279, Formello fu concessa in feudo agli Orsini che, nel 1661 vendettero alla famiglia Chigi. Questa famiglia fu il vero propulsore della ripresa demografica.

Cucina

La gastronomia tipica formellese rispecchia per la maggior parte la tipica cucina romana, con l’utilizzo spesso di prodotti locali (olio di oliva, frutti, formaggi, ecc). Alcuni piatti, degni di menzione per essere tipici di questo comune, sono la crostata di ricotta (vistosamente colorata rosè grazie all’alchermes), la crostata di porsaraghi, dal caratteristico gusto dolce-aspro dato dai frutti tipici della zona, gli stracci, e il sanguinaccio, piatto ormai d’altri tempi costituito dal sangue puro di suino cotto in padella, quando veniva macellato dai privati nelle proprie campagne. Fino a pochi anni or sono, la ricorrenza della macellazione del proprio maiale, che avveniva tipicamente nel mese di gennaio, costituiva una vera e propria festa familiare di questi posti; tutti i parenti erano convocati per aiutare la laboriosa procedura di produzione del macellato, ricompensata con la padellaccia, saporitissima cottura in padella del macinato per le salsicce, appena impastato con olio di oliva e vino bianco.

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